RIZZICONI: "Le origini" pagina 5

3ª - Da un opuscolo che vide la luce nel passato secolo e che viene intitolato: “Notizie della vita e gesta del glorioso martire S. Teodoro Amaseno, Protettore di Rizziconi” - Messina, 1771, di Domenico Cordopatri, illustre avvocato Rizziconese del XVIII° secolo.

4ª - Dai libri intitolati:

(1) “Componimenti in morte di Giuseppe Marzano fu Giovambattista”;
(2) “Elogio funebre di Rosaria Cordopatri”;
(3) “Storia della Chiesa di Napoli”.

-I manoscritti del Reverendo Stefano Martini, arciprete di Gioia, andati perduti;

-Quelli distrutti sotto le rovine del palazzo Cordopatri in Rizziconi, diroccato dal terremoto del 1783 ed in parte spariti durante il saccheggio fatto dai briganti la notte del 29 settembre1806 nel nuovo palazzo sorto sulle rovine di quello antico e nel casino della Villa S. Antonio (Villa Cordopatri nel comune di Gioia Tauro);
ed altri ancora.

A questo punto è bene ricordare le seguenti notizie, tratte sempre da libro del MARZANO, citato in Precedenza:

-“Nel 1494 un Riccio Cordopatri concedeva alla chiesa di Rizziconi alcune proprietà con l’obbligo della celebrazione di una messa per ogni settimana, come si leggeva in una tabella già esistente nella sagrestia di detta Chiesa”. Tabella ora risultante smarrita (08/08/2007) e mai vista dall’attuale parroco, Arciprete Don Benedetto Ciardullo;

- Cola Cordopatri in sulla fine del secolo XVI° era Cavaliere del Sacro Militare Ordine di S. Giovanni di Malta , al quale, come scrive il Fiore, erano ascritti i personaggi delle più nobili famiglie Calabresi. Costui fondava in Rizziconi un oratorio dedicato a S. Nicola e, nelle vicinanze del paese aveva una proprietà, posseduta anche oggi dalla famiglia Cordopatri, distinta col nome di Fra’ Cola;

-Nel 1511 un Francesco Cordopatri prendeva in moglie Petronilla Franco dei Baroni di S. Agata, con dote, fra l’altro, di ducati duemila in beni, siti in nella contrada Passo di Cavallo, in territorio di Rizziconi;

-Verso la stessa epoca (1511) una Bettina Cordopatri donava alla Chiesa di Rizziconi un’estesa proprietà in territorio di Gioia, posseduta poi dai cappellani della Chiesa Medesima sotto il titolo di “Oliveto di Bettina” dal nome della donatrice;

- Nel 1600 un Jacopo Cordopatri sposava Adriana Pignatelli di Gerace, nobile famiglia estinta, di cui vedevasi inquartato il blasone nell’arma dei Cordopatri, impressa nella campana della Chiesetta di Villa S. Antonio;

-Nel 1616 una Maria Cordopatri, vedova di un Crea, di nobile famiglia di Stilo, disponeva che della sua casa in Gioia si facesse un ospedale per i poveri naufraghi e pellegrini, assegnando a patrimonio della pia opera, i censi e i fondi che possedeva in quel territorio, del valore di ducati diecimila e delegando alla relativa esecuzione la S. Congregazione di S. Spirito di Roma. L’ospedale non fu mai fondato ed i censi e i fondi sino al 1804 si possedevano dai Fate Bene Fratelli dell’ordine di S. Giovanni di Dio di Napoli ed oggi, per avvenuta permuta, da altri proprietari;

-Una Palvisina Cordopatri nel 1633 concedeva alla Chiesa di Rizziconi beni col legato di una messa per ogni settimana, come si apprende dalla menzionata tabella (già esistente nella sagrestia della Chiesa medesima, ma ora andata smarrita;

-Un altro Francesco Cordopatri che nel 1688 sposò Teresa Gambacorta di Melicuccà, restaurava la cappella di jus patronato della famiglia, sotto il titolo del SS. Crocifisso, già fondata dal primo Riccio Cordopatri nella Chiesa Matrice di Rizziconi e vi costituiva una Cappellania, dotandola di molti beni”.

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