RIZZICONI - CANNAVÀ
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Interessante da vedere è il vecchio centro della Frazione “Cannavà”, costituito dalla villa agricola dei principi Acton, comprensiva di masseria, cappella e dipendenze varie (risalente al XVIII secolo). Nella chiesetta di Santa Teresa d'Avila è custodito un dipinto del De Matteis rappresentante appunto Santa Teresa.
Eleonora Valerioti, come riportato nel sito di Domenico Caruso : www.brutium.info, dice:
Villaggio edificato nel '700 dai nobili del tempo (I duchi di Cardinale - origine borbonica) allo scopo di coltivare la canapa da cui la derivazione del nome Cannavà.
Il paese è stato realizzato secondo l'architettura dell'era feudale: la piazzetta con due palazzi signorili e intorno le piccole case, ormai vuote ma rimaste intatte, la chiesa costruita nel '700 da artigiani napoletani, una bellissima fontana di pietra ad anfiteatro (distrutta poi da uno dei principi che vi risiedevano, per "abbellire", si fa per dire, o meglio deturpare il loro palazzo.
Racconta ancora questo ricordo splendido d'infanzia: “ per la ricorrenza di una festività dedicata alla Madonna, in suo onore, tutte le sere, dei lumini venivano accesi e posti su tutte le finestre delle case che circondavano la piazzetta. Si può immaginare l'effetto di sera, al buio, di quelle piccole luci tremolanti...".
Attorno alla piazza quadrata, ancora per fortuna non asfaltata c’è il Palazzo del Principe, e tutta una serie di casette basse o a due piani, dove abitavano i contadini legati al vecchio feudo (fino agli anni 1950 in stato di quasi servitù). Le stesse casette, molte delle quali ora diroccate, costeggiano lo stradone che si apre sul lato ovest della stessa piazza, che si inoltra nel cuore del fondo ulivetato e che alla fine dell’abitato presentava le vasche per l’abbeveraggio degli animali.

Io ricordo che da bambino, in una di queste casette, con i pavimenti in terra battuta o, nella migliore dell’ipotesi, in semplici mattoni da fornace, col soffitto fatto di graticci di canne schiacciate e intrecciate (cannizzi) e i muri imbiancati col latte di calce, dato con la “pompa per il solfato delle viti”, ho assistito ad una festa nuziale il cui pranzo consisteva in pasta condita col ragù di carne di capra, la stessa carne per secondo, lupini ammollati e salati, noccioline americane (Arachidi), castagne secche cotte al forno, noci e nocciole, vino locale, biscotti fatti in casa (cosi duci) e “rosolio” preparato sempre in ambito domestico, composto da alcool, acqua, zucchero e varie essenze profumate e colorate che si acquistavano appositamente. La cerimonia religiosa è stata ufficiata nella tarda mattinata, quindi gli sposi con gli invitati si sono recati nei locali delle scuole elementari, liberi dalle lezioni, in quanto Domenica.
Qui ci fu un primo assaggio di dolcetti e rosolio. Poi, tutti a casa della sposa, per il pranzo.

I video di Francesco Lopreste
Cannavà

Il borgo feudale di cannavà, nel comune di Rizziconi.
Ben custodito il palazzo del principe Acton. Si notano le casette dei coloni.
Graziosa la Chiesetta di Santa Teresa.
In fondo alla strada che si inoltra nel fondo olivetato esistono ancora i resti degli abbeveratoi degli animali.

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