RIZZICONI E DINTORNI. ARCHEOLOGIA.
Storia, Cultura, Personaggi, Tradizioni.
A cura di Francesco Lopreste
loprestef@hotmail.com


IL PARCO DI TAUREANA DI PALMI.
(Il testo riporta quanto scritto sui pannelli esposti accanto agli scavi).


logo dei Bretti

Alla fine del I secolo a.C. il pianoro è stata interessato da una estesa opera di urbanizzazione con una riorganizzazione complessiva degli spazi con strade pavimentate (A), isolati abitativi (B) unitamente ad edifici pubblici di natura civile (C) e religiosa (D).
Gli scavi archeologici condotti, confermerebbero che lo città di Tauriana ricordata da Plinio il vecchio come Taurentum oppidum e da Pomponio Mela come Tourionum - rimase in vita fino al IV secolo d.C. quando il pianoro divenne area rurale.
La strada oggi a vista, pavimentata con basali di pietra dura (gneiss) e larga cinque metri. costituiva uno degli assi principali della città e ne permetteva l’attraversamento da nord a sud. Sul suo lato orientale, sono ancora visibili in fondazione, resti delle abitazioni che la affiancavano. Alla città romana è collegato un piccolo nucleo di sepoltura rinvenute nell'area della Chiesa di San Fantino sul limitare sud del pianoro.
Poche le notizie sulla vita del centro in età imperiale: fondamentali quelle desunte dalla vita di San Fantino scritta dal vescovo tauria¬nense Pietro, nell'VIII secolo d.C.
La struttura messa in luce ad ovest della strada basolata è identificabile con un edificio per spettacoli costituito da una cavea rivolta ad occidente, impostata su un pendio naturale roccioso e sostenuta a sua volta da possenti costruzioni costituite da strutture peculiari di forma triangolare e da una seridi setti radiali disposti regolarmente su ogni lato. Nulla è rimasto della gradinata. L’edificio, le cui murature sono state realizzate in conglomerato cementizio e rivestite con pietrame e mattoni, si è conservato parzialmente e si caratterizza per alcune particolarità costruttive. Dall’arena/orchestra si conserva la pavimentazione il laterizi. Costruito forse nel I secolo d.C, rimase in uso fino al IV quando fu destinato ad altro uso probabilmente. in conseguenza dell’Editto Costantiniano che bandì giochi e spettacoli pagani. Al momento un unicum in Italia meridionale sia per le particolarità architettoniche e dimensionali – è infatti degli anfiteatri noti- sia perchè potrebbe essere stato destinato contemporaneamente a giochi e spettacoli teatrali.
Dalla fine dell'800 i rinvenimenti fortuiti e la redazione di una carta topografica a cura di Antonio De Salvo che ricordava i ruderi antichi ancora visibili a quel tempo, segnalaronol'interesse storico - archeologico del pianoro di Taureana di Palmi prospiciente lo costa e situato all'imbocco settentrionale della strategica area dello Stretto. Nel secolo scorso alcuni studiosi si interessarono a questo territorio e furono condotte indagini nell'area della Chiesa di San Fantino e in località Scinà, ma è solo con la conduzione di sistematiche campagne di scavo archeologico a cura della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria dalla fine degli anni '90 - in collaborazione anche con diversi Istituti Universitari italiani e stranieri - che è stato possibile definire l'esistenza di un abitato italico tra lo fine del IV e la fine del I secolo a.C. e di un centro romano in vita tra la seconda metà del I sec. a. C. ed il III-IV secolo d.C.
E' di particolare interesse avere compreso a seguito delle ricerche e degli studi che ne sono seguiti che, territorialmente, Taureana per l'età ellenistica (IV-I secolo a.C.) rientrava in un'area archeologicamente e storicamente omogenea il cui confine settentrionale ero definito dal fiume Métauros, odierno Petrace. Un'area abitata da gruppi BRETTI che raggiunsero il meridione della Calabria. Il logo etnico, Tauriani, è impresso sui laterizi da costruzione rinvenuti in occasione degli scavi condotti a Taureana e in località "Mella" di Oppido Mamertina.Si è avuta inoltre conferma dell'esistenza della città in età romana (forse con lo status di municipium) ricordata da scrittori quali Plinio il Vecchio e Pomponio Mela per l'età imperiale e dall'Anonimo Ravennate e Guidone per l'età tordo-antica e medievale; la città di Tauriana è segnalata anche sullo Tabula Peutingeriana, un itinerarium pictum di età medioevale.

   
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