RIZZICONI E DINTORNI. Reggio Calabria.
Storia, Cultura, Personaggi, Tradizioni.
A cura di Francesco Lopreste
loprestef@hotmail.com


(Il testo riporta quanto scritto sui pannelli esposti ).

Nel. 1969 nel fondale del mare prospiciente l'insenatura di Porticello presso Villa San Giovanni - all'imboccatura settentrionale dello Stretto di Messina, è stato casualmente rinvenuto quanto si conservava in un'imbarcazione affondata tra la fine del. V e gli inizi del IV sec, a.C.
Dopo un primo saccheggio da parte di clandestini, furono avviati scavi programmati da parte della Soprintendenza che hanno consentito di acquisire importanti informazioni relativamente alla struttura della nave, al carico trasportato e di ipotizzare quale fosse stata la rotta dell’imbarcazione prima di affondare.
Secondo la disposizione dei resti sul fondale si può supporre che la nave mercantile fosse lunga circa 20 metri e che avesse una stazza di circa 30 tonnellate e che molto probabilmente fosse dotata di varie ancore, come indicherebbe il rinvenimento di un ceppo in piombo, di alcune marre e di contromarre in piombo.

Il carico commerciale comprendeva prevalentemente anfore da trasporto di provenienza eterogenea (415-385 a.C.) e frammenti di statue in bronzo.
La diversa tipologia di anfore provenienti dall’Egeo settentrionale (Mende e Bisanzio), dalla magna Grecia o Sicilia e dal mondo punico (forse dall’isola di Mozia) documenta la varietà delle coste toccate dall’imbarcazione prima di affondare.
La vita a bordo è documentata dal recupero di oggetti utilizzati quotidianamente dall’equipaggio: un mortaio, una brocca, frammenti di una pentola, lucerne e qualche coppa prodotta in Attica (GRECIA), intorno al 420-410 a.C. Tra i marinai era di certo praticata anche la pesca, come attesta il rinvenimento di legno usato per pescare e di pesi di piombo.

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