ULIVI E ARANCI
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Francesco Lopreste
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La Via popilia nel nostro territorio attraversava luoghi di incomparabile bellezza, resa ancora più attraente dalla varia e ricca vegetazione, di cui, la fanno ancora da padrone i giardini di aranci e mandarini, e i maestosi ulivi, che Maxime du Camp, venuto a Palmi nel 1860, al seguito della spedizione dei Mille, definì più belli degli ulivi di Smirne o dell'Attica.Cinque milioni di piante sparse tra Gioia Tauro e l'Aspromonte, di cui la maggior parte sono ulivi saraceni di trecento, quattrocento anni. Le antiche varietà: Coccitana o Sinopolese, Carolea, Ottobrarica e Tombarella, da pochi anni sono state affiancate o sostituite dalle cultivar Cassanese, Leccino e Roggianella, dalla drupa più grossa e sviluppo della pianta contenuto. Contrariamente a quanto succedeva nel passato, oggi, nella piana, si ottiene olio di altissima qualità

"La più parte ( dei trappeti) sono alla genovese. Gli ulivi generalmente danno meno copia di ciò che potrebbero perché vi si usa l’acqua sporca. Le pietre de’ torchi sono di cattiva qualità. L’olio si conserva dentro vasi di creta. Alcuni pochi hanno cisterne di lavagne.

— Il dottor fisico Don Marcantonio Frangipani di Casalnuovo ha fatto una sperienza di affumare con zolfo e legni, mentre le ulive erano piene di vermi sul nascere, ed è riuscito ad ammazzarne la più parte. Non caddero tutte le ulive, ma ne’ luoghi vicini caddero in maggior numero. Si attendono ulteriori sperienze a conferma di ciò

.— Vini. I buoni vini della Piana sono di Rosarno, Gioia; Seminara, Drosi e Rizziconi meno degli altri.

— Il detto Signor Dottor Fisico ed il Dottore Don Giuseppe Maria Chitti promettono delle notizie sulla Piana.

— Seta. La seta ci è in copia e mal tirata. Questa industria va decadendo. I gelsi non sono soppiantati.

—Ortaggi. Nelle Piana ci sono gran coltivazioni di cocomeri e poponi ed anche cocozze, i quali fanno bene nelle terre pille. Abbondano in Rosarno, San Martino, Radicena e Jatrinoli.

Tratto da: Giuseppe Maria GALANTI, Giornale di viaggio in Calabria (1792). Edizione critica a cura di Augusto Placanica,
Napoli, Società editrice Napoletana, 1981.