RIZZICONI ARTISTICA P. 1

Rizziconi non può dirsi ricca di opere d’arte degne di tal nome: si possono solo ammirare alcuni elementi architettonici di qualche vecchio palazzo dai portoni con gli stipiti e gli archi in granito, alcuni balconi e ringhiere in ferro battuto. Interessante è Villa Arcuri, dalle austere e belle architetture.
Di discreta fattura calabrese del 1800 sono alcune statue lignee che sono esposte nelle tre chiese cittadine.
Le tre statue che vengono impiegate per la realizzazione de la “ Affruntata ” offerte alla chiesa del S.S. Rosario, dalla famiglia Strangi e precisamente dai fratelli Domenico e Fortunato, sono state commissionate dall’Arciprete Cangemi , parroco di Rizziconi dal 1859 al 1904, agli sculturi Biancardi di Napoli per il Cristo risorto, Morani da Polistena per la Madonna e Albano da Oppido Mamertina per il San Giovanni.
Bella la statua di S. Rocco e quella di San Teodoro, statua lignea, opera probabilmente dello scultore di Varapodio don Francesco De Lorenzo, autore sicuramente della statua di San Martino, opera in legno, risalente all'800 posta nella Chiesa madre del vicino paese di S. Martino di Taurianova.

La statua dell’Immacolata, in legno di tiglio, posta nella chiesa matrice, è opera dello scultore Domenico de Lorenzo, nato nel 1742 a Garopoli di S. Pietro di Caridà da famiglia oriunda di Tropea, e morto nel 1812.
Dello stesso artista sono pure una statua lignea che rappresenta San Gerolamo nella Chiesa Madre di Cittanova e quella della Madonna della Montagna nell’omonima chiesa di Galatro.Le opere di Domenico De Lorenzo hanno una specialità che le distingue da quelle di altri scultori: sono tutte in legno di tiglio, che egli ricavava da una sua proprietà detta << Longa >> e sono notevoli sopratutto per la precisa anatomia umana.
Poichè tutta la famiglia De Lorenzo coltivò la scultura sacra fu chiamata per antonomasia “dei santari”.
Di ottima fattura la statua di S.Giuseppe col bambino, posta in una nicchia nella navata destra della Chiesa matrice, con molta probabilità opera dello scultore Giuseppe Maria Sigillò, (nato a Cinquefrondi e vissuto in S. Pietro di Caridà dopo il suo matrimonio nel 1859, con Petronilla Maricca), visto che sue statue di S. Giuseppe, nella zona ce ne sono almeno altre quattro e precisamente a Galatro, Feroleto della Chiesa, Dinami, e Caridà.
Secondo alcune ipotesi le statue lignee rizziconesi, poste nelle tre chiese oltre che dello stesso Sigillò, del De Lorenzo e del Morani, possono essere opera anche dello scultore SCERBO GIUSEPPE da Polistena, o comunque di suoi discepoli, data la vicinanza tra i due centri e vista l’intensa attività dello scultore,(come ci ricorda il Frangipane), autore tra l’altro di un busto ad Acri di Battista Falcone che morì nella Spedizione di Sapri. (sbarco fallimentare sull'isola di Ponza nel 1857).

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